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pubblicato il 13 settembre 2016 in energia

Il futuro dell’energia passa dal metano

Negli anni ’80, una serie di spot televisivi rappresentava l’arrivo del metano in Italia con un bimbo in tuta blu che gattonava felice. Sono trascorsi trenta anni ma quell’immagine, legata per sempre allo slogan “il metano ti dà una mano”, è più che mai attuale. Il metano è la più pulita tra le fonti fossili, quando brucia emette solo anidride carbonica e acqua.

Il gas naturale è stata l’ultima fonte fossile di energia ad affermarsi a livello mondiale. Per più di un secolo, quando il gas veniva scoperto in siti lontani dai luoghi dove poteva essere consumato, si preferiva bruciarlo ai pozzi o liberarlo nell’atmosfera perchè imbrigliarlo in un gasdotto e farlo viaggiare per chilometri e chilometri costava troppo. Grazie alla creazione delle infrastrutture necessarie al trasporto, spinte da una nuova coscienza sui problemi ambientali, la situazione è cambiata negli ultimi quarant’anni e oggi il gas naturale è al terzo posto nei consumi mondiali di energia ed è la fonte fossile con le migliori prospettive di crescita. Negli anni settanta, con la nascita delle infrastrutture di trasporto per l’importazione del gas naturale, paesi produttori e consumatori definirono tipici accordi contrattuali che ancora oggi sono un modello di riferimento. Dagli anni settanta ad oggi il consumo mondiale di gas è aumentato di oltre 34 volte, crescendo dai 100 miliardi di metri cubi ai circa 3.444 miliardi di metri cubi del 2014. In un anno, in Italia si producono 6,98 miliardi di metri cubi di gas naturale e se ne consumano 60 miliardi.

Il ruolo del gas naturale nella transizione energetica verso le rinnovabili

consumiprimariItalia

Fonte: Bilancio Energetico Nazionale – Ministero dello Sviluppo Economico

Analizzando i dati relativi ai consumi primari di energia* nel 2014, risulta evidente l’importanza dei combustibili fossili come fonte primaria di energia. Il petrolio e il gas naturale, infatti, contribuiscono per il 65% alla copertura dei consumi italiani di energia. Le rinnovabili vengono impiegate quasi totalmente nella produzione di energia elettrica, quindi solo per una parte dei consumi energetici, mentre i trasporti beneficiano ancora dell’apporto energetico dei combustibili fossili, principalmente del petrolio. Il metano predomina invece nel settore domestico: il riscaldamento degli ambienti, dell’acqua sanitaria e l’alimentazione delle cucine è possibile grazie al metano. Nelle nostre case, il metano da diverso tempo ha sostituito il più inquinante gasolio grazie alla fitta rete nazionale che ne garantisce l’uso capillare. Le fonti rinnovabili, quindi, non sono per il momento sufficienti per soddisfare totalmente i consumi primari di energia in Italia (e anche nel resto del mondo).

* Con la dicitura consumi primari si intende la disponibilità di energia totale di un Paese in un anno. Questi dati indicano quanta energia ha a disposizione un Paese per essere consumata direttamente (ad esempio l’energia elettrica importata o prodotta dalle centrali idroelettriche), o per essere trasformata in prodotti derivati da mandare successivamente al mercato del consumo finale (ad esempio il petrolio, che va poi alle raffinerie per essere trasformato in benzina e gasolio), o, infine, per essere trasformata in energia elettrica (ad esempio i combustibili fossili utilizzati dalle centrali termoelettriche per produrre elettricità).

Il gas naturale è una risorsa abbondante e disponibile nel mondo. Secondo recenti dati dell’Agenzia Internazionale dell’Energia (AIE) la Terra conserva 780 mila miliardi di metri cubi, una quantità davvero enorme basti pensare al fatto che, secondo la produzione attuale del mondo, avremo gas ancora per 217 anni. Nella produzione di energia elettrica è l’idrocarburo più efficiente: infatti per produrre un TWh se ne impiega una quantità inferiore del 27% rispetto al carbone e del 32% rispetto all’olio combustibile. È l’idrocarburo che emette meno CO2 quando viene bruciato nella misura del 54% in confronto al carbone e del 46% rispetto all’olio combustibile.
L’ Agenzia Internazionale dell’Energia prevede che al 2040 il ruolo del gas sui consumi mondiali di energia primaria passerà dall’attuale 21,5% al 23,6%. Tra le fonti fossili il metano sarà quella che crescerà maggiormente.

Questi vantaggi fanno sì che il metano rappresenti la fonte fossile più adatta per il processo di decarbonizzazione (diminuzione delle emissioni di CO2) e di transizione verso un futuro prossimo fatto di rinnovabili. Grazie alle sue valenze ambientali, alla sua abbondanza e flessibilità, il metano offre una importante possibilità per il raggiungimento degli ambiziosi obiettivi di abbattimento delle emissioni auspicate in occasione della Cop21, la conferenza delle parti sul clima tenutasi a Parigi nel dicembre del 2015. Una cosa che sta già succedendo. Nel nostro Paese, per esempio, nel 2014 e per il secondo anno il contributo delle rinnovabili alla produzione di energia elettrica è stato superiore a quello del gas naturale: infatti le prime hanno coperto il 50% della produzione di energia elettrica mentre il gas il 26%.
Le centrali elettriche a gas sono flessibili perché rispondono con rapidità ed efficacia alle richieste dell’utenza. Per questo motivo, il gas naturale è il combustibile fossile più adatto da utilizzare insieme alle fonti rinnovabili come il vento e il sole che, per loro natura sono caratterizzate da produzione intermittente e non programmabile. Nel trasporto, in Italia l’uso del gas naturale si è significativamente diffuso negli ultimi anni superando il miliardo di metri cubi. La letteratura scientifica evidenzia come i motori appositamente pensati per l’alimentazione a gas possono ridurre le emissioni, a parità di potenza generata, del 20-25% rispetto ai tradizionali carburanti fossili benzina e gasolio.

Quel bimbo in tuta ormai è diventato grande e ci accompagnerà verso un futuro energetico moderno e sostenibile.

A cura di Andrea Bellati e Benedetta Palazzo

 
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